Facebook ci conta il tempo: cosa significa e cosa vuole da noi?

Ancora non ci eravamo abituati all’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di visualizzazione dei post su Facebook ed ecco che dobbiamo metabolizzarne un altro; quanto è bello questo web in continua evoluzione, vero? ;-)

Parliamo peraltro di un aggiornamento non da poco: Facebook valuterà quanto tempo passiamo su un determinato post e (anche) su questo misurerà l’interesse che quel post ha suscitato.
Il motivo, spiegato da Facebook stesso, è semplice: quante volte ci siamo soffermati su un contenuto interessante, senza tuttavia mettere un like, commentare o condividere? Personalmente lo faccio spesso, distribuisco pochi like e share, ma questo non significa che non trovi post sui quali mi soffermo.
La risposta a tutto questo è appunto inserire il tempo che passiamo su un post tra i criteri di valutazione per determinare quanto interesse il post stesso abbia generato.

Detto ciò, io ho una domanda e una considerazione che mi frullano in testa (e magari insieme si riesce a ragionare per trovare le risposte; oppure le risposte esistono già e io me le sono perse, quindi tocca a voi illuminarmi :-D).

La  domanda è: cosa significa più tempo? Nell’articolo ufficiale comparso in NewsRoom, i software engineer di Facebook ci dicono che c’è un tempo che può essere poco significativo – parlano di 10 secondi – perché può dipendere sì da un interesse nei confronti di un post ma anche da una connessione internet lenta.
Quindi – deduco – questo limite di tempo non viene considerato.
Ma è questo il limite? Sempre nell’articolo si dice che 10 secondi possono dipendere appunto da una connessione internet lenta, quindi non dimostrano alcun interesse particolare. Tuttavia “se le persone trascorrono su una storia molto più tempo rispetto al tempo che trascorrono solitamente su altre storie, questo probabilmente è un segno di interesse.

“if people spend significantly more time on a particular story in News Feed than the majority of other stories they look at, this is a good sign that content was relevant to them.”

Questo significa che la stima è fatta su una media di permanenza personale sui post?
Quindi, per dire, io potrei dimostrare interesse su un tipo di storie se mi soffermo per oltre 15 secondi perché di solito scorro velocemente le notizie, mentre un altro utente, più lento, potrebbe dimostrare il suo interesse chessò, soffermandosi oltre i 30 secondi?
E poi: c’è anche un limite in durata? Se resto su un post per troppo tempo, probabilmente non sto leggendo. Nella mia esperienza sono arrivata scorrendo fino a quel punto e mi sono fermata (e probabilmente sto facendo altro).

Da tutto ciò nasce la considerazione: a questo punto, qual è l’obiettivo di Facebook? A me sembra evidente: portarci a scrivere storie direttamente sul social network.
Non rimandare a link esterni, non rimandare ai siti, ma tenere l’utente sul contenuto pubblicato su Facebook.
Quindi, quali saranno le prossime mosse? Formattazione del testo? Una spinta alle Note? La creazione di un blog personale su Facebook, sulla scia di Linkedin?

Che dite, sto vaneggiando o siete d’accordo? Cosa ne pensate?

About Alessandra Ferlenga

Alessandra Ferlenga progettista web, social media manager, social media strategist; è una bella fortuna quando passione e lavoro si fondono insieme :-)

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