Facebook: perché bisogna riflettere prima di postare?

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Abbiamo affrontato poco tempo fa il problema della privacy su Facebook; ne abbiamo parlato nell’ambito di una riflessione sul modo di essere su Facebook (e sui social network in generale) riferito soprattutto ai ragazzi.
Perché, come ha scritto l’Agenda Digitale, bisogna superare il grande equivoco dei nativi digitali. Sapere usare gli strumenti (in questo caso informatici) è cosa ben diversa dall’avere le competenze funzionali necessarie.

E questo a mio avviso vale per tutti gli ambiti, social network compresi.

Il tema è sempre quello della consapevolezza: siamo sui social network quanto consapevolmente?
Quando pubblichiamo uno stato, uno sfogo, una foto, un video quanto spendiamo in termini di riflessione?

Quello che pubblichiamo in rete è per sempre; dovremmo tenere sempre a mente questa verità. Perché la rete non dimentica.
E non solo non dimentica quello che pubblichiamo di noi stessi ma ovviamente anche quello che pubblichiamo coinvolgendo altre persone.
Allora il comandamento di oggi è: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Quante volte pubblichiamo foto, video o stati che coinvolgono altre persone? Soprattutto tra ragazzi, quante volte ci si tagga su fotografie, commenti, post?
Personalmente ho visto fotografie devastanti sulle quali sono stati buttati a manciate tag di compagni di scuola, amici, conoscenti. Fotografie “rubate” (scattate di nascosto) con tag dei ragazzi ritratti nella foto e di quanti si voleva vedessero lo scatto.

Credo che sia un compito importante quello di rivolgersi ai ragazzi invitandoli a riflettere e secondo me bisogna farlo ora che Facebook e i social sono comunque un argomento “fresco” nelle loro menti.
Purtroppo il rischio è sempre quello della demonizzazione; spesso i media (e gli stessi insegnanti, diciamolo) trainano in questa direzione.
io invece vorrei che la leva di partenza fosse sempre quella dell’opportunità.
Ancora una volta, i social network sono una grande opportunità; aiutiamo i ragazzi a coglierla e soprattutto a capirla.

Allora parliamo ai ragazzi (ma anche agli adulti eh, per carità ;-) ).
Abbiamo già pubblicato il primo comandamento per una buona vita su Facebook: tu sei il gestore del tuo account (come controllare la privacy)

Il secondo comandamento è: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

L’impatto che produce un post che coinvolge altre persone è  molto forte, questo è un aspetto sul quale bisogna lavorare molto in termini di consapevolezza; è un impatto forte in termini di comunicazione e dal punto di vista psicologico.

E’ ovvio che se parliamo di una fotografia che ritrae un tramonto postata taggando un amico perché la veda, le implicazioni non sono (non dovrebbero essere) problematiche.
Ma una foto “rubata” a una festa, magari sì.
E la pubblicazione sui social network non si esaurisce in se stessa; potenzialmente hai il mondo intero davanti.
Tu pubblichi e la fotografia viene vista dai tuoi amici i quali magari la ricondividono e  ai loro amici, creando una diffusione che cresce esponenzialmente.
E se per un tramonto la cosa non può che farci piacere, nel caso di una foto che ritrae un nostro amico o conoscente fotografato di nascosto in mutande (ad esempio…) le implicazioni sono diverse. E molto forti, soprattutto a livello psicologico.
Non dimentichiamo mai quello che sono le regole del vivere civile: il rispetto verso gli altri (che passa attraverso il rispetto di noi stessi), la privacy alla quale ognuno di noi ha diritto. E se non basta, facciamo appunto il semplice gioco dell’inversione dei ruoli: se fossi io al posto suo come mi sentirei?

Quindi: non sempre quello che sembra divertente si rivela essere una buona idea.
Nel momento in cui stai per pubblicare qualcosa che coinvolge anche altre persone prova a farti queste domande:

  1. Se qualcuno pubblicasse la stessa cosa di me ne sarei contento?
  2. Se questa foto ritraesse me proverei vergogna / imbarazzo / paura / fastidio?
  3. Se qualcuno pubblicasse sulla mia bacheca quello che sto per pubblicare sulla bacheca del mio amico/conoscente come reagirei?

Ne conseguono tre regole fondamentali:

  1. Pensa due volte (e magari altre due volte) prima premere il tasto pubblica
  2. Se una condivisione ti lascia un dubbio, forse è bene rimandare a più tardi la pubblicazione
  3. Se sei così in dubbio da rimandare la pubblicazione forse non vale la pena pubblicare

Cosa ne pensate? Avete esperienze sull’uso dei social network da parte dei ragazzi? E sulla formazione?

 

About Alessandra Ferlenga

Alessandra Ferlenga progettista web, social media manager, social media strategist; è una bella fortuna quando passione e lavoro si fondono insieme :-)

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